Diocesi di Fabriano - Matelica
Il monastero
Siamo una comunità monastica che cerca di "seguire Cristo sulla via del Vangelo" secondo la Regola di S. Benedetto.
Il momento centrale della nostra giornata è costituito dalla Celebrazione Eucaristica che si prolunga nell'ascolto personale della Parola e nella preghiera corale. Il clima di silenzio favorisce la nostra comunione.
La Comunità Monastica è lieta di condividere questi momenti con i fratelli che accoglie.
Memorie storiche del monastero San Luca
S.Luca Il monastero S. Luca si trovava fuori della porta "Cervara" della antica città di Fabriano. La prima menzione di esso, secondo lo storico Sassi, risale al 1337.

Risale al 30 settembre 1408 il decreto di Giovanni Vescovo di Camerino, fino ad oggi il documento più antico che abbiamo sul monastero, nel quale si dice che il Monastero di S. Luca viene unito, annesso e incorporato al monastero del S. Salvatore, sotto la guida della badessa del monastero S. Salvatore nel luogo attuale.
Giardino
Tale decreto fu emesso per tutti i monasteri femminili situati fuori delle mura della città di Fabriano, per motivi di protezione, che così da sedici i monasteri furono ridotti a sei e tutti inurbati.

Pare però, da alcuni manoscritti presenti in monastero, che solo dopo il 1438 le monache di S. Luca si siano riunite nel luogo attuale, che prese forse da allora il nome di S. Luca.

InternoIl monastero S. Salvatore si trovava fuori della porta "Pisana" a pochi passi fuori da Fabriano e se ne fa menzione già nel 1240. Le monache di S. Salvatore passarono nell'attuale monastero forse nel 1390. Il primo titolo del monastero entro le mura fu perciò S. Salvatore, la cui festa si continuò a ricordare e a festeggiare con particolare solennità il giorno dell' Ascensione fino agli inizi del secolo scorso. La piccola chiesa del monastero di S. Salvatore, fuori porta Pisana, era ancora esistente nel XVIII sec., fu poi sconsacrata e venduta a privati.

soffitto Entrambi i monasteri sono menzionati nel 1367 come destinatari di una eredità. Nel 1430 e nel 1438 il monastero dentro le mura è ancora chiamato S. Salvatore. Non sappiamo quando e perchè esso fu chiamato poi S.Luca, forse in relazione alla dedicazione della chiesa all'evangelista. Al centro del soffitto a cassettoni della chiesa appare infatti una Ascensione.

Nel 1587 per bolla di Gregorio XIII in data 11 Giugno quattro monache (di cui si ricordano i nomi nei documenti dell'archivio storico) uscirono di qui per fondare il monastero S. Benvenuto ad Osimo.

La chiesa fu completamente ristrutturata e restaurata nei primi decenni del 1600. Risalgono ad allora i due quadri di Andrea Boscoli, che sovrastavano i due altari laterali, e il soffitto a cassettoni dell'intagliatore Michele Buti, che porta la data del 1634. Il coro in legno, attualmente in chiesa, porta la data del 1648.

OrganoLe monache avevano una tradizione musicale e "attendevano alla musica", benché poi tale tradizione sia andata perduta. Resta un organo dell' XIX sec., rifacimento (del Cioccolani) su un ceppo del XVIII sec., di notevole fattura e recentemente restaurato.

Nella seconda metà del XVIII secolo sembra che il numero delle monache fosse 33 ma che nel secolo successivo sia arrivato fino a più di 40.

Un braccio del chiostro interno è crollato a seguito del famoso terremoto del 1741, lasciando una "finestra sul mondo" che le monache apprezzano soprattutto nelle serate estive. Il terremoto del 1997 ha comportato molti danni alle strutture del monastero, tuttavia le monache sono restate nel luogo della loro fedeltà.

Finestra sul mondo

Nell'anno 1767 fu ristabilita la santa vita comune dal dottore Bartolomeo del Monte, missionario apostolico bolognese.

Nell'anno 1784 il monastero S. Tommaso di Fabriano, in origine affiliato alle cosiddette "santucce", fu soppresso e le monache furono divise tra i monasteri S. Romualdo, S. Margherita e S. Luca. Giunsero a S. Luca quattro monache e due converse, che portarono anche il crocifisso del XIV sec. (oggi conservato in monastero).

Interno In una lapide conservata nella chiesa si ricorda Maria Laura di Monte Carotto, ricca nobildonna che, rimasta vedova, entrò nel 1715 in monastero vivendo come oblata interna. Morì all' età di 73 anni e lasciò la sua ricca eredità alle monache. Ricostruito ad opera del Cioccolani nel 1854 su un "ceppo settecentesco", l'organo si trova attualmente tra lo scriptorium e la cantoria.

Il monastero fu soppresso nel 1810, ma le monache vi tornarono già pochi anni dopo (1813) riaffittandolo pezzo per pezzo. Quando esso fu nuovamente soppresso, nel 1861, le pervicaci monache poterono tornarvi pochi mesi dopo riacquistandolo nominalmente. E' del 1918/20 il decreto di erezione del monastero ad ente giuridico, come è oggi.

La chiesa fu ridipinta sotto Pio X dal decoratore Micheli. Risale alla stessa epoca la sistemazione dell'altare maggiore, ora nella chiesa di Rocchetta, ad opera dell'architetto Gaoni.

Durante la guerra, l'educandato (che sussisteva fin dal XVII sec.), fu chiuso. Venne però riaperto dalla Madre Callista Piselli, ChiesaMadre abbadessa di S. Luca dal 1940, monaca venuta dal monastero di Sassoferrato insieme alla Madre M. Teresa Marchetti (priora).

Sotto l'influsso della riforma liturgica, e precisamente nel 1978, il coro secentesco delle monache, che ancora si trovava in clausura (attuale scriptorium), fu trasportato dalla Madre abbadessa M. Battista Boggero, monaca di Viboldone e abbadessa di S. Luca dal 1972, nella chiesa, insieme all'attuale altare, ricavato utilizzando materiale settecentesco (confessionale) e che accoglie ora la reliquia di S. Felicissimo martire. Le pietre preziose che ornano l'altare, donate al monastero da una famiglia amica, sono state incastonate in attinenza a quanto si legge in Ap 21. Gli altari lignei laterali furono in tale occasione trasferiti: uno nell'attuale sacrestia e l'altro donato al Monastero del S. M. del Monte in Bevagna. L'antico ornato secentesco del comunichino delle monache fu riutilizzato per l'attuale tabernacolo. L'ambone, sul quale vi si ammira l'icona delle Mirofore - eseguita da una monaca di S. Luca - fu realizzato nel 1991 utilizzando materiale del coro secentesco. La stessa abbadessa soppresse l'educandato nel 1974 e vi aprì, restaurando la tradizione tipicamente benedettina dell'ospitalità, la foresteria che attualmente è aperta a tutti coloro che desiderano fare un'esperienza monastica.

Attualmente le monache sono 19.